Nel 2026, la Generazione Z — nata tra il 1997 e il 2012 — rappresenterà oltre un quarto della forza lavoro globale. Questi collaboratori hanno aspettative molto diverse rispetto alle generazioni precedenti per quanto riguarda eventi di team e ritiri aziendali. Per coinvolgerli davvero, è essenziale comprenderne i valori, ripensare la struttura dei programmi e innovare nei formati. Una guida pratica per realizzare un Ritiro aziendale su misura per la Generazione Z.
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Chi è la Generazione Z? Profilo e valori nel mondo del lavoro
La Generazione Z comprende le persone nate tra il 1997 e il 2012. Veri nativi digitali, sono cresciuti con smartphone, social media e accesso immediato alle informazioni. Le loro caratteristiche distintive sul lavoro:
- Autenticità prima di tutto: riconoscono subito il linguaggio aziendale, il greenwashing e i team building superficiali. Vogliono concretezza.
- Senso e impatto: si impegnano in ciò che conta — per l’organizzazione, la società e la crescita personale.
- Velocità e formati brevi: abituati a contenuti sotto i 60 secondi (TikTok, Reels), faticano con lunghe presentazioni PowerPoint senza interazione.
- Benessere non negoziabile: pongono limiti chiari tra vita professionale e personale. Un ritiro aziendale che invade il weekend senza compenso sarà mal visto.
- Diversità e inclusione: sono molto sensibili a rappresentazione, equità e inclusione in ogni aspetto del lavoro.
Cosa si aspetta la Generazione Z da un Ritiro aziendale: 5 requisiti chiave
Per coinvolgere davvero i partecipanti della Generazione Z durante il vostro Ritiro aziendale, considerate questi cinque punti essenziali:
1. Co-progettare il programma. Non imponete un'agenda rigida. Coinvolgeteli nella progettazione — un breve sondaggio preliminare sui temi da trattare favorisce l'adesione.
2. Formati brevi e interattivi. Suddividete le sessioni in blocchi da 20 a 40 minuti al massimo. Alternate presentazioni, workshop in piccoli gruppi, dibattiti rapidi e sondaggi live. Formati partecipativi come World Café, Fishbowl o Design Thinking sono particolarmente efficaci.
3. Spazio reale per contribuire. La Generazione Z rifiuta la passività. Prevedete modalità in cui tutti possano esprimersi: murales collaborativi, laboratori di idee, pitch di 3 minuti per sottogruppi.
4. Senso e impatto. Inserite almeno una sessione sulla mission aziendale, gli impegni ambientali o sociali, o il contributo di ciascuno a un progetto collettivo più ampio.
5. Valorizzare il tempo informale. Non sovraccaricate l’agenda. Pasti, attività libere e serate non strutturate sono spesso i momenti più significativi e autentici per lo scambio.
Formati e attività che attraggono la Generazione Z

Alcuni formati rispondono particolarmente bene alle aspettative della Generazione Z:
- Hackathon interno: 4-8 ore per risolvere una reale sfida aziendale. I team presentano le soluzioni davanti a una giuria. Il coinvolgimento è massimo.
- Team building creativo: street art, cucina fusion, escape room personalizzata, laboratorio podcast. L'originalità è fondamentale — evitate attività considerate superate.
- Ritiro aziendale nella natura: laboratorio di leadership in escursione, bivacco all'aperto, sessione di riflessione attorno al fuoco. Le esperienze immersive all'aperto colpiscono molto la Generazione Z.
- Formato partecipativo aperto: Open Space Technology, BarCamp o Unconference — dove il programma si costruisce la mattina stessa dell'evento.
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Gli errori da evitare assolutamente
Sapere cosa non fare è importante quanto conoscere le buone pratiche:
- Plenarie PowerPoint di due ore. Nulla fa perdere attenzione alla Generazione Z più velocemente. Limitate le presentazioni a 20 slide e 30 minuti, con momenti di interazione.
- Divieto di telefoni. Controintuitivo? Non proprio — vietare i telefoni comunica mancanza di fiducia. Meglio regole d’uso chiare (niente social durante i workshop, ma prendere appunti è incoraggiato).
- Organizzazione non inclusiva. Catering senza opzioni vegane o adatte ad allergie, attività inaccessibili, mancanza di pause — segnali negativi per una generazione attenta alle esigenze di tutti.
- Nessun feedback. Prevedete un breve debrief a fine ritiro aziendale e condividete i risultati. Fate capire che il loro parere conta.
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Ritiri aziendali intergenerazionali: avvicinare Generazione Z, millennials e boomers
In pratica, la maggior parte dei ritiri aziendali riunisce più generazioni. La sfida: trovare un terreno comune, un obiettivo condiviso, rispetto reciproco per i contributi di ciascuno e formati diversi che permettano a tutti di esprimersi.
I laboratori intergenerazionali — abbinare un partecipante della Generazione Z e un collaboratore senior su una stessa sfida — sono spesso i più rivelatori e stimolanti. Rompono le barriere e fanno emergere competenze complementari che nessun formato specifico per una sola generazione può offrire.
Per progettare un Ritiro aziendale su misura che coinvolga davvero tutte le generazioni, esplorate le nostre soluzioni di ritiri aziendali e contattate il nostro team per una consulenza personalizzata nella scelta della location e del formato.
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